TESSILI

L’impiego di sostanze antimicrobiche nella produzione di tessuti ha lo scopo di prevenire la crescita batterica e fungina, e quindi il biodeterioramento dei tessuti e i cattivi odori di origine microbica.

In laboratorio è possibile valutare il grado di efficacia  anche dei materiali tessili trattati con sostanze a finalità antimicrobica.

I test antimicrobici per i materiali tessili possono essere sia di tipo qualitativo (solitamente per evidenziare proprietà batteriostatiche) che quantitativo, che dimostrino chiaramente l’attività antibatterica in contrasto con un controllo non trattato con biocidi. Una valutazione quantitativa inoltre può risultare utile per determinare con maggior consapevolezza l’uso del materiale tessile trattato.

Tra i metodi normati che applichiamo in laboratorio:

  • EN ISO 20743:2013 - Determinazione dell’attività antibatterica dei prodotti tessili (prova accreditata Accredia)

Si tratta di metodi quantitativi per valutare numericamente il grado di attività antibatterica. Tutti i metodi sono costituiti da 2 step principali: l’inoculo (contatto del tessuto) con un numero predefinito di batteri secondo varie modalità, e il conteggio degli stessi batteri dopo il periodo di contatto.  E’ quindi calcolabile la percentuale di riduzione del numero di batteri (ATCC100) o un valore di attività antibatterica definito A (EN ISO 20743).

  • ATCC100:2004 - Attività antibatterica nei materiali tessili
  • UNI EN ISO 20645:2005 - Tessuti - determinazione dell’attività antibatterica - prova di diffusione in agar

Il metodo è utilizzabile per analizzare finissaggi igienici di prodotti idrofili, materiali permeabili all’aria o prodotti antibatterici incorporati nella fibra tessile, in particolare tessuti ortogonali, tessuti a maglia e altri tessili piani.

  • AATCC147:2004 - Valutazione dell'attività antibatterica di materiale tessile: metodo delle striscie parallele

Rapido metodo qualitativo di screening per stimare se vi è o meno attività microbicida, o anche solo batteriostatica, data dall’agente antimicrobico presente nel tessuto. Permette anche di stimare se tale attività permane dopo lavaggi mutipli.

  • ASTM E 2149 – 01 - Metodo Standard per determinare l’attività antimicrobica di agenti antimicrobici immobilizzati sotto condizioni di contatto dinamico

Il metodo è sviluppato per testare gli agenti antimicrobici strettamente legati alla fibra tessile, e quindi non diffondibili verso l’esterno nelle loro normali condizioni di utilizzo. Si utilizza il contatto dinamico, ponendo sotto agitazione il tessuto in una soluzione di batteri. Anche qui si calcola quantitativamente la percentuale di riduzione del numero di batteri dopo contatto con il campione in esame.

  • UNI EN 14119:2004 Prove per i tessili – Valutazione dell’azione dei microfunghi
  • UNI 8986 - Tessuti e nontessuti – Determinazione del comportamento nei confronti di batteri e funghi. Valutazione visiva e misura della variazione delle proprietà fisiche

Le norme specificano diversi metodi per determinare la resistenza dei tessili all’azione di batteri e microfunghi. I risultati sono valutati tramite esame visivo e con misurazioni delle proprietà fisiche dei tessili.

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